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E Dio creò l’Uomo.

Un ritorno alle origini, lontano dall’apparente fragilità delle mode, per le collezioni maschili del prossimo inverno, presentate al Pitti e alle sfilate milanesi.

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Sembra incredibile, sono trascorsi pochi giorni dalle feste ed il mondo della moda è già alle prese con sfilate ed eventi per presentare le nuove tendenze per l’autunno inverno 2012-2013. Gli ipercinetici fotografi, i glam giornalisti, i fashion blogger e gli attentissimi buyers movimentano un universo che cerca di resistere alla tanto inflazionata parola crisi. E così dopo il Pitti Uomo la stragrande maggioranza del fashion pubblico si è spostata su Milano, dove sono state presentate le attesissime collezioni maschili dei più famosi brand.

Si può asserire che in questi giorni l’uomo è al centro dell’attenzione grazie ad un fascino riconquistato e ad un’eleganza che lo rendono un eroe senza tempo.

Un ritorno al rigore, per le passerelle milanesi, è evidente nella collezione di Ermenegildo Zegna che ha fatto dello stile impeccabile il suo biglietto da visita. Per la sera ha riproposto lo smoking da una vestibilità più asciutta.

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Eleganza british per Burberry Prorsum che sfida la sorte mostrando durante il gran finale tutti i suoi modelli in fila con l’ombrello aperto, uno spettacolo sensazionale anche per i più superstiziosi.

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La pelle compare nel guardaroba maschile soprattutto nella collezione di Jil Sander.

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Trussardi rilancia l’accessorio simbolo della Maison, i guanti, in particolare, quelli da guida e si ispira al pilota degli anni ‘70 Jackie Stewart, campione di Formula Uno.

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Lo sport si veste di charme.

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Ma non si racconta solo la moda a Milano, la novità di queste passerelle sta nel lanciare messaggi importanti legati all’uomo contemporaneo. Il tema del viaggio è stato narrato secondo declinazioni e sensibilità differenti da indurre lo spettatore ad alcune riflessioni. La sfilata di Dolce e Gabbana è un percorso attraverso lo stile cambiano i suoi codici: da un’ opulenza barocca ad una eleganza pulita.

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Perfino il direttore creativo di Corneliani, brand noto per il suo taglio classico, si è ispirato alla natura di Paesi lontani dove vivono elefanti, tigri e leoni. Gli stessi ricamati sulle maglie, impressi sui giubbotti di pelle e ripresi sulle fodere dei giacconi.

Ma cosa ha fatto riflettere maggiormente è stata l’originale sfilata di Frankie Morello. Il suo uomo parte dalla chiassosa metropoli corazzato di completi neri borchiati per poi essere pronto ad attraversare le catene montuose più impervie con zaino e montgomery;

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si trasforma in un vagabondo dalle influenze orientali fino a diventare un’asceta e a spogliarsi di tutto, nel vero senso della parola. 

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Direttamente dalla sfilata di Frankie Morello AI 2012/2013

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Una lenta metamorfosi che vede come ultimo outfit un uomo nudo, l’attore Giuseppe Sartori. Lo show é stato scandito dalla performance di ‘Burger Girl’, un progetto legato a Benjamin Dukhan un’artista emergente francese che ha collaborato spesso con l’industria della moda.

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Direttamente dalla sfilata di Frankie Morello AI 2012/2013

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Arti che si incontrano e si fondono in questa sfilata dal nome ‘Meditation Tour’, dove l’importanza dell’abito assume un valore superfluo rispetto all’essenza dell’uomo. La moda interroga se stessa e riscopre l’essenziale, resta spogliata del suo edonismo mentre il pubblico applaude.

Parti estratte da “L’Indrowww.lindro.it e qui ripubblicate per gentile concessione”.

#PAINTMYSHOPPING

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