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La rivincita dei secchioni

Oggi gli occhiali da vista contribuiscono sempre di più a definire il nostro stile, in queste ultime stagioni quelli più gettonati hanno la montatura maxi e scura.

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Li ricordiamo al primo banco, sempre attenti, pronti ad alzare la mano ad ogni domanda dell’insegnante, solitamente indossavano grandi occhiali a mo’ di fanali, erano loro i secchioni. Anche i cartoons hanno sempre tratteggiato il saputello caratterizzandolo con l’immancabile accessorio. Ricordate Puffo Quattrocchi? E Woody Allen?

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Ha incarnato nelle sue pellicole il problematico impacciato, raccontava delle sue fobie e intanto si innamorava della bella ragazza che capitolava a ritmo delle sue battute. E che dire del timido Peter Parker? Doveva indossare un costume da supereroe, come quello di Spider-Man, per poter abbandonare tutte le sue insicurezze. La lista dei quattrocchi è lunga; ritenuti, per anni, bravi solo nello studio e nella ricerca ma non inclini ai rapporti sociali. Ebbene negli ultimi anni la storia è cambiata, oggi sono loro a dettare le ultime tendenze in fatto di occhiali, un accessorio che è diventato sempre più un must, come confermano le recenti sfilate.Nato intorno al 1300, probabilmente per merito del domenicano Alessandro da Spina, prima di assumere la conformazione a noi oggi nota, l’occhiale è stato a fossamano, a perno, da cappello o da parrucca con lenti rotonde, ovali, quadrangolari o ottagonali. Si è evoluto poi nel pince-nez, composto da lenti solitamente ovali portate sul naso dalla borghesia dell’800. Nel secolo successivo l’accessorio è stato corredato di stanghette e riservato esclusivamente a classi sociali più agiate. In questi anni l’occhiale ha cambiato spesso forma e materiale, si è adattato alle tendenze e alla moda di ogni epoca. L’industria cinematografica da sempre ha contribuito a diffondere il prodotto attraverso la notorietà di affascinanti star che spesso hanno consacrato la fama di uno specifico modello. Ricordiamo negli anni ‘50 la montatura a gatta che incorniciava lo sguardo di Marylin Monroe nella pellicola di ’Come sposare un milionario’, negli anni ‘60 la montatura squadrata e decisa di Marcello Mastroianni in ’Otto e mezzo’, e quella tonda indossata da Gregory Peck nel film ’Il buio oltre la siepe’.

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Ma non è solo il cinema a lanciare una tendenza, già nei primi del ‘900 diversi sono i personaggi che legano il loro volto agli occhiali: il dottor Freud, l’architetto Le Corbusier, la scrittrice Marguerite Duras, il leader afroamericano Malcom X, e attori come Groucho Marx, la cui maschera comica identificata da naso, baffi, sigaro e occhiali è diventata un’icona. Ritornando ai nostri giorni, l’occhiale si sfoggia come una borsa o delle scarpe, complice la grande scelta di modelli, colori, materiali e dimensioni, ce n’é per tutti i gusti. E’ un accessorio che rappresenta il modo di essere ed è fondamentale per il nostro look; va dunque scelto in maniera corretta perché può evidenziare le caratteristiche del volto e minimizzare i difetti. Basta una curvatura, una sfumatura di colore, uno spessore più o meno pronunciato e la nostra fisionomia cambia. Attenzione a rispettare alcuni semplici regole: i visi grandi non devono scegliere i modelli troppo piccoli, la montatura deve seguire la linea delle sopracciglia, i colori vanno scelti in base alla carnagione o agli occhi. Gli occhiali in produzione sono tanti: classici con montatura in metallo per chi ama i passe-partout; tondi, come proposti da Giorgio Armani, per uno stile intellettual chic, rigorosi all’apparenza, magicamente ricordano il maghetto più cool del momento, Harry Potter;

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innovativi gli occhiali Silhouette, grazie ad un’incessante attività di ricerca, assicurano il massimo della portabilità e funzionalità. Nel 1999 l’azienda ha introdotto sul mercato la serie Titan Minimal Art che ha rivoluzionato l’intero settore. Ideali per chi ama una vestibilità discreta. Modelli leggeri e comodi, senza montatura e viti. L’impiego di materiali ipertecnologici, quali Hyper Flex Titan, ha permesso di realizzare aste ultrasottili ed elastiche che sono al tempo stesso resistenti ed anallergiche. Rispolverano il passato, con un certo glamour, gli occhiali dallo stile retrò, di grande tendenza in questo momento. Gran ritorno dei Fifties con la mitica montatura nera e spessa. Ray-Ban ripropone l’iconico modello “Wayfarer” lanciato proprio negli anni ‘50 come occhiale da sole, oggi rivisitato nel modello da vista. Basta indossarlo con disinvoltura proprio come fanno alcuni personaggi famosi: dagli attori come Jonny Depp agli stilisti come Dolce e Gabbana, che li hanno reinterpretati anche nelle loro collezioni.

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L’aria da Nerd non è mai stata così di moda, è la rivincita dei quattrocchi, ora diventati sexy più che mai. Il successo degli occhiali dalla montatura evidente è stato straordinario e viene riproposto da molte Griffe in diverse varianti. Vezzoso e divertente il modello di Moschino con fiocco, classica e chic la proposta di Chanel. Le mitiche forme a gatta sono recuperate da Prada, mentre Givenchy accentua la felinità del modello adagiando sulle aste una pantera.

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Si arricchiscono di strass le interpretazioni di Dsquared e piccole pietre impreziosiscono le aste dei classici modelli di Bulgari. Occhiali più grintosi per le forme ad aviator, affezionati al tocco vintage, riprendono lo stile anni ‘70-‘80 come quelli di Tom Ford. Il mondo eyewear,oggi, punta sempre di più alla personalizzazione.

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Si possono ordinare gli originali occhiali asimmetrici Sugarkane scegliendo il colore della montatura e le lenti. Silhouette consente di adottare il modello ideale, prima ancora di raggiungere l’ottico scaricando gratis l’applicazione iMirror e scattandosi una foto con l’iPhone o iPad. Si possono così adottare le lenti giuste dopo averle provate virtualmente. Non ci resta che millantare un affaticamento agli occhi per sfoggiare le ultime novità, pur avendo dieci decimi; perché oggi essere Ugly Betty non è mai stato così tanto di tendenza e non importa se, questa volta nel banco, prendiamo posto in fondo alla classe!

“Pubblicato in esclusiva su L’Indrohttp://www.lindro.it/ e qui ripubblicato per gentile concessione”.

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