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Sogno di una sfilata di mezzo inverno.

Dopo aver ospitato le sfilate pret-à-porter dell’uomo, dal 23 al 26 gennaio Parigi ha continuato ad essere al centro dell’attenzione con le proposte donna riservate all’Haute Couture PE 2012. In un periodo economico estremamente difficile sembra improbabile credere che qualcuno mostri interesse per abiti che valgono molti zeri. Eppure non è così. Abbiamo ancora bisogno di fantasticare e l’alta moda produce meravigliosi sogni, diventando soprattutto un grande veicolo di immagine ed una stimolante fucina di idee.

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L’Haute Couture risulta essere la più alta espressione creativa nel settore dell’abbigliamento. Assistere a sfilate di questo tipo significa rimanere rapiti dai luccichii delle stoffe, dai bagliori delle applicazioni e dall’armonia delle forme. Il tutto viene solitamente sintetizzato in uno spettacolo che non conosce precedenti.

In questa stagione è andata in scena una donna mutante, perennemente in trasformazione, la silhouette ha assunto diverse forme e ha lasciato esterrefatto il parterre.

Sembra essere uscita da una navicella spaziale la donna che ha presentato Versace. Grande ritorno sulle passerelle parigine per la Maison della Medusa che mostra una principessa delle stelle, inguainata in abiti lunghi e corazzata da bustiers rigidi e sagomati.

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Arricchiscono le mise: pizzi, spalline, lustrini, applicazioni metalliche e cascate di luminosi swaroski scintillanti.

Il lungo si alterna al corto in una palette di colori metal come il gold & silver e nuance brillanti come il giallo, l’arancio tangerine e il verde.

Per ogni outfit la costante è il tacco, vertiginoso che innalza la protagonista delle passerelle a regina delle galassie. Bienvenue at Paris lady Versace!

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Si scende più giù per sorvolare la volta celeste a bordo di un velivolo, dove le hostess sono elegantissime e tutte firmate Chanel. Fedele allo stile retrò Karl Lagerfeld disegna abiti dalle linee nette arricchendoli di particolari come le maniche a Jambon e i colli a cratere. Luccicano i tessuti di tweed glitterato, le applicazioni di perline e i jais. La palette dei colori si armonizza alle tonalità del cielo e alle sue perturbazioni. Sfilano abiti dal blu notte al celeste fino a ad una sussurrata cromia cerulea. E’ come avere la testa fra le nuvole.

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Restiamo in un’atmosfera sognante se a sfilare è una giovanissima designer-artista Iris Van Herpen, olandese, classe 1984. E’ la sua prima volta a Parigi, ma non si direbbe. Addetti al settore e critici sono concordi nel riconoscerle un grandissimo talento. Nel 2007 con la nascita della sua linea il suo stile diventa immediatamente riconoscibile. Iris crea una donna che abbandona le  umani connotazioni e le sue forme si perdono in curve sinuose, giochi d’acqua e origami dai disegni multiformi.

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A Parigi ha presentato creature rapite alla natura, sembrano insetti, a volte bozzoli, crisalidi o libellule. Un grande omaggio alla libertà della forma e dello spirito, la pesantezza della materia cede il passo alla leggerezza. Si assistono ad altri sperimentalismi da Givenchy, Riccardo Tisci festeggia i suoi 7 anni come direttore creativo della celebre Maison e lo fa rileggendo, in maniera del tutto originale, gli abiti della sua prima collezione Haute Couture per la Griffe francese. Anche la sua è una donna mutante, si trasforma da essere umano per prendere le sembianze di un animale, un rettile dalle numerose squame cucite minuziosamente su tessuti molto trasparenti seguendo un disegno grafico anni ‘20/’30. Lo stesso materiale compone altri capi tra cui l’iconica giacca Givenchy orfana di revers, lavorata e ricamata con micro borchie. Non è nuovo Tisci alle metamorfosi, la sua donna mutante è altera e tribale, attira e incuriosisce. Indossa macro orecchini e piercing al naso.

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Creature mutanti anche sulle passerelle del più classico degli stilisti italiani, re Giorgio. Che ha virato il suo stile, sorprendendo quelli che lo hanno definito sempre uguale a se stesso. Per la linea Armani Privè ci racconta una foresta incantata dove la natura è la vera protagonista, la  donna si trasforma in serpente, il fruscio delle foglie è quello dei lunghi abiti dalle stampe python che toccano il pavimento, modelli lunghi e lucidi a squame.

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I tessuti sono cangianti, i gioielli riprendono le forme a spirale dei rettili. Il bosco fatato di Bottom, personaggio shakespeariano, si anima di giacche che imitano le trame fittissime delle reti. La preziosa collaborazione con il cappellaio magico Philip Tracy vede la creazione di splendidi copricapi simili a ragnatele, forse pronte a catturare qualche insetto. La collezione incanta ancora di più per le cromie rubate alle foreste dal verde fino all’elegantissimo nero.

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Votato da sempre all’Alta Moda è Giambattista Valli che esalta il ruolo delle sarte, modelliste, ricamatrici e prèmiere, mestieri in estinzione, purtroppo. Artiste del fare moda che, attraverso il loro sapiente lavoro di autentica artigianalità, rendono gli abiti Haute Couture splendide opere d’arte. Lo stilista italiano ha mostrato un tripudio di ruches, voile, pizzi e fiori ricamati. La sua collezione alterna ai colori come il bianco, il fragola e il melanzana, il classico nero.

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Ad aumentare l’effetto prezioso, ancora una volta, i gioielli scultura realizzati da Luigi Scialanga. Il soffio leggero della primavera si è posato sulla passerella del sarto libanese Elie Saab, amato dalle principesse.

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Non potrebbe essere altrimenti. Ha regalato sogni ad occhi aperti rapendo sguardi attraverso la grazia e la bellezza di abiti che si muovevano all’incedere leggiadro delle modelle, eleganti trasparenze di pizzi e tessuti ricamati hanno evidenziato corpi sinuosi. Delicate le tonalità di verde, geranio, celeste e bianco che anticipano i primi tepori della stagione che verrà.

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A chiudere il terzo e ultimo giorno di questo meraviglioso spettacolo del lusso è stato Valentino. Eterno. Indiscutibile nella sua perfezione come un teorema assoluto o una poesia immortale.

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Il suo defilè ha presentato una regina delle fate, vestita di leggeri abiti a fiori, per poi trasformarsi in una creatura dall’eleganza impeccabile e comparire nel gran finale, incantando tutti, con un abito da sposa semitrasparente.

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Il bianco domina incontrastato. Ancora una volta un omaggio alla bellezza; Valentino non si smentisce mai.

Calato il sipario siamo stati costretti ad aprire gli occhi. Non per molto però, le sfilate di Roma sono iniziate… ma questa è un’altra favola.

“Pubblicato in esclusiva su L’Indrohttp://www.lindro.it/ e qui ripubblicato per gentile concessione”.

#PAINTMYSHOPPING

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